Droghe e San Lorenzo, il degrado mediatico

Claudio Cippitelli torna sulla tragica vicenda di Desirée a San Lorenzo per la rubrica di fuoriluogo su il manifesto del 7 novembre 2018.

Intorno alle quattro di mattina del 19 ottobre, in uno stabile abbandonato a San Lorenzo, muore Desirée Mariottini, sedicenne di Cisterna di Latina. La vicenda resterà nelle cronache per una decina di giorni, per poi lasciare spazio agli alberi caduti e al ritrovamento, forse, dei resti di Emanuela Orlandi. Un crimine odioso quale lo stupro di gruppo di una ragazza minorenne in stato alterato diviene l’occasione per mettere a tema fenomeni complessi e controversi come l’offerta e la domanda di sostanze psicotrope, la gestione degli spazi urbani e le attività di loisir notturno (la movida). I titoli dei giornali e il conseguente dibattito mediatico su questi temi certificano una regressione culturale impressionante. A titolo di esempio, il 26 ottobre ‘Avvenire’ titola al centro pagina: “La droga e il degrado trappola per Desirée”. Il primo lemma del titolo, la droga, è al singolare. Serve ideologicamente a ribadire che le droghe sono la droga, che non occorrono distinguo, che fanno tutte indistintamente male, entità rispetto alle quali, per dirlo con Nancy Reagan, deve valere il motto “just say no”: “dì semplicemente di no”. Da decenni, in presenza di un mercato degli stupefacenti sempre più vasto e differenziato, di stili di consumo improntati alla poli-assunzione e di un abbassamento dell’età di primo consumo (soprattutto di alcol), gli operatori della prevenzione e della riduzione del danno hanno adottato lo slogan “just say know”: “ciò che devi sapere è che devi conoscere”. Un approccio scelto dai progetti “Nautilus” e “Oltre il Muro”, due realtà romane, ma non le uniche, che tentano di diffondere la consapevolezza dei diversi rischi che le diverse sostanze comportano, allertando sui pericoli del mixare gli stupefacenti tra di loro e con l’alcol. L’obiettivo è soprattutto evitare che i più giovani, in presenza di una propria determinazione al consumo, vengano etero diretti dal mercato illegale, che assumano ciò che al momento è disponibile senza alcuna idea delle conseguenze. Allo stesso modo, sempre sull’Avvenire compare la formula “mix letale di droga” (e non di droghe); a quanto pare, declinare al plurale le sostanze e i loro rischi è ancora considerata una forma di cedimento alla droga, quasi il primo passo verso sciagurate legalizzazioni.